Editore Meltemi
Interverranno:
autrice Alessandra Antola Swan
Relatore: Mauro Querci
Oggi più che mai, la leadership si plasma anche attraverso le immagini: la politica si fa spettacolo e l’autorità si costruisce frame dopo frame. Ma, ben prima dell’era digitale, fu il fascismo a intuire il potere delle fotografie sull’immaginario collettivo.
Attraverso una lettura critica del linguaggio visivo del regime, Fotografare Mussolini di Alessandra Antola Swan restituisce centralità alle raffigurazioni che contribuirono a costruire il mito del Duce: non semplici corredi visivi, ma veri e propri documenti storici e strumenti di propaganda accuratamente selezionati per scolpire la figura di Mussolini come uomo forte, deciso e predestinato al comando.
Il volume analizza il lavoro dei fotografi dell’epoca e approfondisce il ruolo della comunicazione visiva nel contesto sociopolitico dell’Italia tra le due guerre. Ne emerge una riflessione illuminante sul rapporto fra potere, rappresentazione e cultura di massa in un regime autoritario. Non soltanto un libro illustrato sul Duce, ma anche e soprattutto un libro sulle sue illustrazioni.
Alessandra Antola Swan, nata a Milano, vive nel Surrey, in Inghilterra. Ha conseguito il dottorato di ricerca presso la Royal Holloway, University of London, con una tesi su Mussolini e la fotografia, nell’ambito del progetto “The Cult of the Duce: Mussolini and the Italians”. Specialista di storia visiva e fotografia di propaganda, ha contribuito a numerose pubblicazioni, tra cui The Cult of the Duce (a cura di S. Gundle, C. Duggan e G. Pieri, 2015), The Political Portrait (a cura di L. Cheles e A. Giacone, 2022) e Ghitta Carell’s Portraits (a cura di R. Dulio e M. Sica, 2024). Fotografare Mussolini è il suo primo libro in traduzione italiana.
Evento tradotto in LIS